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Perché il caffè non fa sempre effetto? 

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Il caffè è un rito giornaliero che appartiene al popolo italiano e come tale è giusto scoprirne tutti i segreti da quelli più popolari a quelli più microscopici.

Siamo un popolo di amatori, amiamo la bella vita, il buon cibo e non terminiamo mai il nostro pranzo senza un buon caffè.

I napoletani associano al caffè non solo le proprietà eccitanti ma soprattutto quelle umanistiche…

Questo perché di tanto in tanto, tra le stradine napoletane qualcuno entra in un bar e chiede se c’è “un caffè sospeso”… un caffè offerto all’umanità!

Uno dei più grandi sostenitori del caffè sospeso è stato il principe Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfirogenito Gagliardi De Curtis di Bisanzio, più semplicemente noto come Totò.

 

Però vi è mai capitato di apprezzare le proprietà culturali del caffè ma non sentirne l’effetto eccitante? 

Cerchiamo di scoprirne qualcosa in più. 

La molecola del caffè, chimicamente nota come 1,3,7- trimetilxantina deve fare i conti anche con i fattori endogeni del nostro organismo, primo fra tutti, il cortisolo che governa il nostro orologio biologico. 

Il ritmo sonno-veglia, il ritmo di secrezione del cortisolo, il ritmo di variazione della temperatura corporea e altro ancora concorrono tutti al ritmo circadiano, dal latino circa diem appunto “intorno al giorno”. 

Il ciclo circadiano è constantemente influenzato da fattori endogeni quali cortisolo, ormoni e vari metaboliti… e da fattori esogeni, quali stress, caffè, scarso riposo ecc.

Il cortisolo è uno degli ormoni che più degli altri viene influenzato da fattori esterni, è noto infatti come “l’ormone dello stress”

Il nostro organismo secerne Cortisolo in base ad un andamento giornaliero che prevede picchi massimi e picchi minimi: in condizioni normali, nelle prime ore del mattino abbiamo la produzione massima, che si riduce dalle 9,30 alle 11,30, risale dalle 12,00 alle 13,00, e subisce un’altra riduzione dalle 13,30 alle 17,00.

Un ultimo picco massimo si registra dalle 17,30 alle 18,30, infine il livello decresce nelle ore notturne per ricominciare il ciclo il mattino successivo.

Secondo questo schema il nostro organismo riceve la giusta carica endogena (cortisolo) nelle fasi della giornata sopra elencata quindi non sarà necessario assumere caffè perché il nostro organismo è già sotto stimolazione.

Invece potremmo sentire maggiormente l’effetto del caffè tra le 9.30 e le 11,30 e a metà pomeriggio, quando il nostro organismo non sta producendo cortisolo.

Detto ciò non lamentatevi quando non sentite l’effetto del caffè, e certamente non pensate che il caffè possa farvi riprendere dopo una notte in bianco o un’intera notte trascorsa in discoteca.

 

È giusto sapere che la caffeina non ha sempre effetti benefici sull’organismo soprattutto se ne abusiamo.

Quasi tutti sappiamo che il caffè è sconsigliato in gravidanza, ma pochi sanno che nell’uomo, l’abuso di caffeina altera la concentrazione e la conta degli spermatozoi. 

Nel libro “nutriamo la fertilità” la Biologa Nutrizionista Anna Borraccino ci spiega le motivazioni:

L’effetto energizzante del caffè è legato soprattutto alla stimolazione del Cortisolo, di cui abbiamo parlato. Nello specifico, il cortisolo è un ormone prodotto dalle ghiandole surrenali, di tipo steroideo derivante dal colesterolo. La sua azione principale consiste nell’indurre un aumento della glicemia, rende cioè disponibile lo zucchero nel sangue in risposta a stimoli “lotta e fuga” o più semplicemente in risposta allo stress. 

 

Diventiamo più attenti, più reattivi, ci passa la sonnolenza, migliora il nostro umore ci sentiamo più energici e tutto questo perché il nostro corpo sta utilizzando lo zucchero disponibile nel sangue per produrre energia, non utilizzando le nostre fonti di grasso depositate.

 

Motivo per il quale la Dott.ssa Borraccino, ci dice che “lo stress fa anche ingrassare!”

Perché il cortisolo influenza negativamente la fertilità? 

La condizione di stress o l’assunzione di troppi caffè causerà un’ eccessiva produzione di cortisolo che andrà a ridurre i livelli di progesterone e testosterone,  alterando l’equilibrio ormonale e sessuale. 

Questo perché il cortisolo, il progesterone e il testosterone hanno un precursore comune, il colesterolo che, in condizioni di stress o abuso di caffè, verrà quindi convertito più in cortisolo che negli altri due.

Detto ciò credo che la consapevolezza sia la prima tappa verso una vita sana ed equilibrata. 

Dopo questa consapevolezza acquisita sugli effetti della caffeina nessuno potrà mai toglierci il piacere di una buona tazza di caffè!

Alla vostra 

 

Dott.ssa Sabrina Fiorentino

Farmacista esperta in Nutraceutica 

 

 

      

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2 Replies to “Perché il caffè non fa sempre effetto? ”

  1. Complimenti un bellissimo articolo, semplice e chiarissimo.

    1. grazie, ci fa molto piacere che sia stato apprezzato

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